NOTIZIE (ABBASTANZA) AGGIORNATE




Passano gli anni, cambiano i regolamenti, ma il problema rimane: come limitare i danni e le ingiustizie sportive (che spesso si portano addietro anche interessi di classifica ed economici in caso di premi) derivanti dall’assegnazione dei tempi imposti? Ad esempio al Rally del Taro ‐ ma non è la prima volta che succede – il miglior tempo nella terza prova speciale dell’affollatissima classe R2B è andato – e largamente ‐ ad un pilota che la prova non l’ha disputata! E che nemmeno, in quel momento, era in testa alla categoria. E neppure aveva segnato il miglior tempo nel passaggio precedente sullo stesso tratto cronometrato.
Mistero, di cui abbiamo chiesto ragione a chi lo ha deciso, il Collegio dei Commissari Sportivi, ed in particolare al suo presidente per l’occasione, l’espertissimo Eligio Clemente. “Come di consueto i tempi sono stati assegnati applicando per tutti i piloti che non hanno potuto disputare la prova un tempo teorico ottenuto variando il tempo precedente del singolo di una differenza percentuale pari a quella ottenuta del migliore in assoluto fra i due passaggi sulla prova. Il principio è stato poi messo in pratica dai cronometristi.” Peccato che il riferimento, nella fattispecie Rossetti, avesse migliorato di tantissimo dato che nel primo passaggio aveva perso tempo in un testa‐coda. Quindi i tempi imposti i diretti beneficiari non li avrebbero mai potuti ottenere nella realtà, con l’assurdità conseguente. Anomalia evidente ai diretti interessati ma indifferente per chi li calcola (i cronometristi) e ignorata da chi ne decide il principio (il Collegio, che non si occupa di testacoda e similari e nemmeno vorrebbe). Che fare? Visto che oggi la discrezionalità in merito del Collegio è pressoché totale, varrebbe la pena di ‘aiutarlo’ con qualche principio esplicito per cercare almeno di limitare le anomalie e le ingiustizie. Qualche proposta. Primo: se tutti i piloti di una stessa classe non hanno disputato la prova, tempo imposto uguale per tutti loro. Secondo: se la prova in oggetto è già stata disputata, la percentuale di variazione per il tempo imposto venga calcolata sul migliore della categoria e non sul migliore in assoluto. Terzo: le “percentualizzazioni” facciano riferimento alla categoria di interesse principale (assoluta, gruppo, trofeo, classe, ecc.). Quarto: eventuale definizione di macro categorie di interesse quali assoluta, due ruote motrici, femminile, ecc. Complicato? Con computer (che c’è) e buon senso (che si spera ci sia) non dovrebbe proprio esserlo…

Share |

 

www.rallyeslalom.com :: redazione@emmegiedizioni.com :: Redazione e amministrazione in via Col di Lana, 24  - 10096 Collegno (TO) - Tel. 011.4149386 - P.I. 10194320015